
Sono come San Tommaso, lo so, devo vedere per credere, così le ho fatto l’autopsia.
Non è che ci abbia trovato dentro molto di particolare, in fondo. Cenere, ovunque. Racconti, un po’ dolenti e, forse, incoerenti. Sale, pareva il residuo di lacrime asciugate. Ironia sparsa. Due lenti a contatto, usa e getta, -3,5 diottrie. Pane e salame. Sogni, avvinghiati, come se non se ne volessero andare. Un po’ di mortadella. Ricordi, alcuni incorniciati, altri no. Goccioline di caffè. Una speranza che è saltata fuori, ancora baldanzosa. Una cosa gialla…che fosse tuorlo fossile? Parole. Formaggio e miele. Sorrisi. Qualche goccia di brachetto passito. Tutto qui.
Davvero, non riesco proprio a capire perché sia morta, la mia tastiera