Ri_allineamento

Un anno fa il mio definitivo ritorno a casa e a me stessa. Amo la mia vita, in tutte le sue forme e cerco, ogni giorno, di godere del meglio che mi può offrire ma quelle zampate sull’anima che nascondo sotto un sorriso sono li, in agguato, pronte a stringermi il collo e a togliermi l’aria. Mi sono impegnata molto, ho lavorato tanto su di me, ho imparato a rilassarmi, a non guardare indietro, a non programmare il domani. Ho imparato a volermi più bene, a coccolarmi, ad esigere rispetto, ho reimparato qualcosa che sapevo fare bene, un tempo, e credevo di aver dimenticato ossia stare sola senza sentirmi tale. Ma non ho imparato a diffidare, né delle persone né del mio cuore, perché pur avendo capito da tempo che entrambi mentono non sono ancora riuscita a farmene una ragione. Pensavo di aver raggiunto un buon equilibrio, nel mio disequilibrio, ma la strada è ancora lunga prima che io possa imparare a riallineare l’istinto e la ragione.

Strani amori

Capita che torni un po’ stanca e devi metterti a stirare. Capita di avere quella melanconia che non si sa perché invece di cancellare nutri con la musica. Capita che dici: ” Alexa, John Coltrane” (ma non lo dici bene come lo leggete voi). Capita che invece della solita vocina che ti chiede se vuoi ascoltare proprio John Coltrane ascolti solo un sussulto e allora alzi lo sguardo. Capita che Alexa sia letteralmente seppellita sotto la micia che l’abbraccia facendo le fusa. Capita che allora ascolti la musica dal PC perché certi strani amori vanno comunque rispettati.