Così diceva mia nonna Gisa che, comunque sia, si lodava spesso. Al contrario mamma e papà non hanno mai avuto la tendenza a vantarsi dei propri meriti, anzi, ed hanno cresciuto noi allo stesso modo. Senso del dovere e della responsabilità; così, quando prendevamo un bel voto alle superiori, papà non ci lodava ma ci diceva, sorridendo, “hai fatto LA META’ del tuo dovere” e quando, più avanti, superavo un esame all’università lui esclamava “Brava!” ma seguiva subito un “…a quando il prossimo”? Mamma è sempre stata più gratificante, da questo punto di vista, i suoi abbracci erano il caldo riconoscimento di un risultato ottenuto. Così, tra un’educazione in cui il proprio dovere ed il rispetto di pochi ma fondamentali principi di vita erano base imprescindibile e la mia indole sono cresciuta, in ambito lavorativo, e forse non solo, precisa, puntigliosa, diciamo pure rompiscatole, sempre con un dubbio da approfondire e risolvere, testarda ed ahimè, onesta, caratteristica che in ambito lavorativo non sempre si volge a proprio favore. Sono sempre stata aiutata molto, nel mio lavoro, da una grande memoria, dalla capacità innata di schematizzare e catalogare, da una naturale propensione all’utilizzo di supporti informatici e, soprattutto, dal non aver mai perso la voglia di studiare. L’unico vero problema è che per me quello che faccio non è mai fatto abbastanza bene, è sempre migliorabile, ed ho dovuto darmi regole per definire tempi e metodi per evitare di fossilizzarmi su particolari che, data la mia natura, tenderebbero a farmi perdere di vista l’importanza dell’insieme. Questi mesi sono stati pesantissimi, ho dovuto ingoiare rospi ed orgoglio, mi sono intestardita e non ho mollato l’osso, ho fatto tutto quello che secondo me era utile ed indispensabile, ho fatto anche di più ed ho raggiunto un ottimo risultato per la mia azienda ma, soprattutto, per me stessa ed ho avuto un riconoscimento della mia professionalità e di tanti anni di studio ed impegno. Per cui perdonatemi: questa volta ho proprio voglia di imbrodarmi perché sono stata brava e sono orgogliosa di me stessa. Ma dato che non amo il brodo mi inzupperò…
