Natale

Per me quest’anno non è stato negativo. Impegnativo, quello si, scandito da ansie, solitudini, dal tempo, talvolta concentrato ed altre dilatato di mesi strani che, pur restando immobili, sono comunque volati. La fatica maggiore è stata quella di sopportare e gestire la distanza dalla mia famiglia che però non si è mai trasformata in distacco perché quello che è dentro di te non si allontana mai, il dolore più grande quello di vedere così poco la mamma, e, soprattutto, di non poterla stringere a me per farle sentire più forte la gratitudine per il suo grande amore perché, anche a cinquantaquattro anni, proprio come l’acqua di un fiume che non sceglie il suo corso ed il suo destino, ogni gioia ed ogni dolore arrivano a lei il cui sesto senso non è stato minimamente scalfito dall’età e la cui generosità ha sempre abbracciato noi figli infondendo coraggio, fiducia, speranza. Per me quest’anno non è stato negativo perché ho sempre sentito forte l’affetto dei miei fratelli, ho avuto molto vicina un’amica speciale che mi conosce abbastanza per sapere che, quando non sto bene, mi chiudo a riccio e mi lecco le ferite e riesce ad essere presente con delicatezza e solida costanza anche se i nostri “ritmi vitali” sono talvolta così diversi, ho avuto piccoli viaggi e una bella vacanza, attimi di vera gioia che mi hanno regalato una me che credevo dimenticata, sogni, un pezzetto di passato che ha fatto capolino lasciando domande prive di risposte ma che, con mio grande sollievo, ho scoperto essere dentro di me ma di essere capace di non insistere per trattenere. Ho avuto un lavoro con scontri, anche violenti, insoddisfazioni e qualche gratificazione. Ho imparato a conoscermi un po’ di più e a perdonarmi alcuni dei miei limiti. E sono arrivata qui, un pochino più vecchia, un pochino più consapevole con una nuova voglia di addobbare, finalmente, la mia casa ed il mio cuore a Natale.

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