Molti anni fa conobbi un uomo, un ex alcolista anche, se a suo dire, e non ho nulla per cui dubitare di ciò, non si è mai ex, si resta dipendenti lottando ogni giorno per vincere la battaglia. Credo veramente sia così; le dipendenze fisiche, affettive, mentali non si cancellano, si combattono, a piccoli passi, giorno dopo giorno. Nel mio disequilibrato equilibrio penso di avere diverse forme di tendenza alla dipendenza ed alcuni comportamenti ossessivi-compulsivi per cui dedico ogni giorno un attimo di riflessione a queste mie debolezze per imparare ad accettarle, ove possibile, ed a combatterle, quando utile. Quell’uomo era molto intelligente, colto, interessante; credevo di aver instaurato con lui un rapporto di amicizia e forse, nonostante le nostre reciproche debolezze, è stato veramente così e ci siamo voluti bene ma un giorno ho sentito che la fiducia che stavo riponendo in lui era in pericolo e, piano piano, ci siamo allontanati, fino a perderci. Oggi, che più cose ho compreso di me stessa, mi piacerebbe che lui sapesse che conservo ancora quella scatolina con inciso 12 e la croce che, sembrerà assurdo, rischiai di perdere in moto e presi al volo proprio il giorno in cui mi comunicò che gli avevano trovato una brutta malattia ma, soprattutto, il libretto degli alcolisti anonimi dei dodici passi che, anche se non sono un’alcolista, leggo spesso per riflettere e per riuscire ad affrontare, giorno dopo giorno, tutte le mie debolezze. Oggi mi piacerebbe che lui sapesse che il passaggio nella vita di un altro essere umano non è mai invano.
